Cara Isol

Oggi il nostro post è dedicato ad un’amica che Scintille e Piroette purtroppo non ha mai incontrato di persona ma con la quale ha collaborato e condiviso una piccola avventura. Stiamo parlando di Isol, illustratrice di libri per bambini, di Buenos Aires. Era il 2010 e insieme a David, Valentina e al prezioso aiuto del nostro poeta argentino preferito Jorge Lujan, Scintille e Piroette organizzava la sua prima mostra. Jorge aveva appena pubblicato con Isol l’albo Pantuflas de Perrito (Almadìa, 2009) e, in occasione della Fiera del Libro di Bologna, avevamo deciso di dedicare al libro e alle illustrazioni che accompagnavano i poemi di Jorge una piccola mostra. Avevamo trovato un piccolo avamposto di creatività all’interno del ghetto ebraico, Martino Design, dove allestimmo le bellissime tavole che Isol ci aveva mandato molto gentilmente dall’Argentina e sempre lì, durante Fieri di Leggere, stretti stretti e inzuppati dalla pioggia, avevamo accolto alcune classi che erano venute in visita per incontrare il poeta e comprendere, attraverso un dialogo aperto con lui, come poteva nascere un albo illustrato e quale rapporto intercorreva tra l’autore, le parole, l’illustratore e il segno.

A distanza di qualche anno siamo oggi a parlare e a festeggiare ancora una volta Isol perchè stasera riceverà a Stoccolma l’Astrid Lindgren Memorial Award: un premio dedicato a illustratori, autori, narratori, promotori della cultura dell’infanzia, che lavorano e agiscono nello spirito di Astrid Lindgren, indimenticabile autrice Svedese, “mamma” di Pippi, Martina, Emil, Ronja e tanti altri.

Ecco le motivazioni del presidente della giuria Larry Lempert:

Isol got the prize for her quality, for her humanism and for her respect for the child,. In a broader sense, I would say that she is a surprising illustrator, an illustrator who surprises in every book she has done. She goes from one step to another, always with a new touch, a new approach.

Isol ha vinto il premio per la sua qualità, per la sua umanità per il suo rispetto dell’infanzia. E’ un’illustratrice sorprendente, che ha sorpreso in ogni libro che ha fatto. Passa da un libro ad un altro sempre con un nuovo tocco e un nuovo approccio.

Isol has always focused on the child, she always shows respect to the child. She always defends the child. And I think these are the most important things that we can see in a children’s book. She always talks with the child rather than to the child.

Isol si è sempre concentrata sul bambino, mostrandogli sempre rispetto e difendendolo sempre. Penso che queste siano le cose più importati che si possano vedere in un libro per bambini. Isol parla sempre con i bambini più che al bambino.

Copertina di Pantuflas de perrito Copertina di Ser y parecer Illustrazione da Ser y parezer
Illustrazione da Numeralia El 4 para una silla sentada al revés. Da Numeralia Yo me bagno con risa. Illustrazione tratta da Mi cuerpo y yo

Cara amica, tanti complimenti e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!

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Insegnare il verde

Pensare che l’innovazione sia nascosta da qualche parte nel futuro a volte è un’ipotesi fuorviante, questo sembra dirci la mostra Insegnare il verde dedicata a Pierina Boranga allestita dal 23 marzo al 20 aprile presso l’Orto Botanico dell’Università di Bologna in collaborazione con la Cooperativa Culturale Giannino Stoppani in occasione di Fieri di leggere 2013 all’interno del progetto Childhood and Nature.
Pierina Boranga è stata una maestra, una maestra che ha incentrato il suo progetto pedagogico sul mondo naturale. Pierina pensava che i bambini a scuola avessero bisogno di confrontarsi continuamente con l’ambiente ecologico, di uscire dalle classi e sperimentarsi nel contatto con la natura e nell’osservazione scientifica.
A tal proposito Pierina Boranga ha scritto alcuni saggi scientifici per ragazzi sulle piante spontanee La natura e il fanciulla, La strada e Le siepi e numerosi testi narrativi Avventure nel bosco, Avventure nell’orto, Avventure nel prato, Avventure nello stagno e Avventure nei campi, al fine di indirizzare l’attenzione dei ragazzi agli ambienti naturali presenti nel loro territorio.
Ma Pierina Boranga non è stato solo una maestra o un autrice, è stata anche una direttrice didattica e come direttrice ha fondato la scuola sperimentale Gabelli nel 1934 a Belluno. Una scuola «che abbia un po’ della villa di campagna, che si discosti quanto più possibile dal modello degli edifici tradizionali con le finestre alte e strette allineate in monotona successione; una scuola che si veda e non si veda, mezzo nascosta dalle piante, con un bel giardino davanti, qualche tratto di prato e uno zampillo d’acqua in una vasca. Il bambino venendo a scuola, varcato il cancello, incontra subito, oltre i compagni, altri graditi amici: i fiori, le piante, gli uccelli e, se nelle aule i davanzali non saranno alti, tutto questo egli potrà goderlo ancora avvicinandosi alle finestre. […] Nella futura nostra scuola rinnovata ciascuna dimensione avrebbe trovato possibilità di regolare sviluppo mediante i requisiti che offriva, anche in virtù del metodo d’insegnamento da noi adottato: un edificio sano, un orario a misura dello scolaro, una moltitudine di sollecitazioni al lavoro di scuola.»
P. Boranga, La lunga memoria, Ed. Nuovi sentieri, Belluno 1982, p.79

Con questa mostra si è voluto riportare alla memoria una figura di spicco della scuola italiana attraverso una raccolta bibliografia delle sue opere, di fotografie e testimonianze della scuola Gabelli e una serie di visite guidate, condotte da Annalisa Managlia (conservatrice dell’erbario presso l’Università degli Studi di Bologna) all’interno dell’orto botanico, dedicate ai temi cari a Pierina Boranga.
Durante le visite ci siamo soffermati non sui monumentali e meravigliosi alberi presenti all’interno dell’Orto Botanico, bensì sulle specie più comuni, le piccole piante che crescono anche nelle nostre siepi, nei nostri muri, sulle nostre strade (Stellaria, Parietaria, Cimbalaria Muralis, Sedum, Milzadella) che hanno sviluppato delle incredibili strategie di adattamento e sopravvivenza. Attraverso lo sguardo esperto di Annalisa queste semplici piante sono diventate ai nostri occhi testimoni di un grande atto di resistenza e ci hanno dimostrato con la loro strategica tenacia che si può resistere per portare avanti il proprio pensiero anche là dove sembra non ci sia abbastanza terra per fiorire.

Mostra_ Insegnare il verde Visita guidata a cura dell'Orto Botanico Osservazione di un fiore
Osservazione della Stellaria Osservazione della Cymbalaria Muralis Osservazione del Sedum
Orto Botanico di Bologna "Falsa ortica" Milzadella Osservazione della Milzadella

Alle visite guidate abbiamo abbinato alcuni albi illustrati e brani tratti da classici per l’infanzia dove il paesaggio e la natura diventano protagonisti della pagina scritta e illustrata.
Abbiamo letto insieme:
E poi… è primavera, di Julie Fogliano, illustratto da Erin E. Stead, ed. Babalibri
Gli Uccelli, di Germano Zullo, illustrato da Albertine, Topipittori
L’evoluzione di Calpurnia, di Jacqueline Kelly, Salani Editore
La mia famiglia e altri animali, di Gerald Durrell, ed. Adelphi
Kubbe fa un museo, testi e illustrazioni di Ashild Kanstad Johnsen

Vera

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Radice-labirinto libreria per l’infanzia

Avrei voluto già da qualche settimana dedicare un post a Radice-labirinto, la nuovissima libreria per l’infanzia che dal 16 marzo 2013 ha aperto le porte nella città di Carpi (Mo). Una libreria che è anche giardino segreto, dove bambini e genitori sono invitati a passeggiare e perdersi, tra le pagine di bellissimi albi illustrati sapientemente selezionati da Alessia e Dario. Tra gli scaffali di legno profumato germogliano piante, scorre l’acqua, fioriscono idee e crescono nuovi lettori. Perché l’amore per le parole e la lettura deve essere coltivato!
In una recente intervista a cura di Agata Diakoviez, per l’Associazione Librerie Indipendenti Ragazzi, Alessia parla della sua libreria paragonandola ad un orto.
Un orto può essere di tanti tipi, a noi piace quello del nonno, rigoroso e al tempo stesso pieno di fiori, colori, profumi e di erbe portate dal vento. Un orto senza troppe pretese, ma che nutre perché produce verdure e frutti in abbondanza per la tavola di tutta la famiglia.
Ecco: la libreria per noi è anche un orto, dove ognuno può venire a coltivare il suo pezzetto di terra, la sua intelligenza; dove tutte le conquiste sono costate un po’ di sudore buono, perché ci vuole attenzione con i libri e pazienza e amore. L’amore di una mamma o di un papà che prendono in mano un libro la sera, prima che il loro bambino si addormenti e che leggono o raccontano seguendo le figure. L’amore di una maestra che cerca i frutti migliori per nutrire la mente dei suoi allievi. L’amore di una città, quella di Carpi, che, a partire dalla sua bella biblioteca, costruisce una rete per sostenere i suoi bambini.

Questo accostamento ricorda l’immagine del poeta ortolano di cui parla Pascoli ne Il Fanciullino e quella del bambino pianta, evocata da Rousseau nell’ Emilio, che ha bisogno di sostegno e cure. Il poeta giardiniere coltiva l’amore per le parole, così come il libraio coltiva il senso della lettura nutrendo, concimando e cercando di soddisfare le richieste, sempre più esigenti, di giovani lettori pianta.

Una fiaba col singhiozzo Vera e gli irresistibili pasticcini preparati da Offelleria sorelle Fosser Giulia chissà chi guarda...

Per vedere altre foto dell’inaugurazione e della libreria clicca qui.

Noi di Scintille e Piroette, insieme a tanti amici che operano nel mondo dell’infanzia, e non solo, siamo state felici e orgogliose di aver fatto parte di una grande festa. Questa nuova libreria è un’opportunità non solo per i bambini ma anche per gli adulti, spero tanti, che troveranno sicuramente tra gli scaffali e nei consigli dei librai stimoli per sperimentare sempre nuovi sentieri e nuove strade e assaggiare nuovi gusti.
Proposte di lettura, approfondimenti, prolungamenti che nascono dalla passione, dallo studio e dall’esperienza quotidiana (sì, perché Dario e Alessia, non sono solo librai ma anche papà e mamma di Giulio) li trovate sul curatissimo e utile sito.

Lunedì 27 maggio e martedì 11 giugno, ore 17, laboratori a cura di Scintille e Piroette.
Per vedere in dettaglio il programma dei laboratori e di tutte le iniziative della libreria Radice-Labirinto clicca qui.

a presto,
Giulia

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A misura D: possibili divagazioni sull’infanzia e il design

Fiera del Libro per ragazzi: Bologna children’s book fair 2013
A misura D: possibili divagazioni sull’infanzia e il design
In mostra tentavi di incontro fra design e infanzia: albi illustrati, cataloghi, monografie, progetti e oggetti realizzati con e per i bambini.
Martino Design, via Canonica 1/a Bologna

A misura D_invito

La produzione è il mezzo di comunicazione più efficace del nostro tempo, un mezzo che può essere usato come veicolo di stupidità o di civiltà.
Dino Gavina

Il linguaggio non è prerogativa del genere umano, ma neppure del regno animale. In realtà il linguaggio non è prerogativa di nessuno perché ogni oggetto, ogni realtà, animata o inanimata, ha il potere di comunicare: tutto parla. Sappiamo inoltre che il 90% della comunicazione passa per un canale non verbale, questo vuol dire che non sono solo le orecchie gli organi predisposti a ricevere informazioni, ma anche gli occhi, il naso, le mani, tutto il corpo è fatto per veicolare dati.
Dare quindi un oggetto in mano a un bambino, allestire uno spazio classe, scegliere l’arredamento per una cameretta comporta anche una responsabilità pedagogica. Estremizzando l’affermazione precedente potremmo dire che non solo tutto parla, ma tutto educa.
Non è un pensiero particolarmente originale e innovativo. La pedagogia degli inizi del XX secolo (il secolo in cui l’infanzia viene posta finalmente al centro di teorizzazioni e ricerche, in campo psico-pedagogico) incomincia a riflettere sul valore educativo dello spazio. La pensatrice svedese Ellen Key nel suo importante saggio Il secolo dei fanciulli annulla la distanza fra sfera pubblica e privata nella vita del bambino augurandosi che gli ambienti scolastici destinati all’infanzia abbiano lo stesso sapore degli ambienti familiari. Ma Ellen Key non si ferma qui e si concentra sull’importanza della fruizione estetica dell’ambiente sulla base del principio che il bello educhi. La sfida di Ellen Key viene raccolta da Maria Montessori che nella sua “Casa dei bambini” cerca di creare un ambiente adatto allo sviluppo delle potenzialità individuali, partendo da una progettazione pedagogica dello spazio.
Dagli inizi del novecento a oggi molte sono state le teorie educative che hanno dato importanza alla costruzione dello spazio e degli oggetti destinati all’infanzia, basti pensare alle scuole steineriane o al concetto di ambiente come quarto educatore dell’approccio di Reggio Children. Nel corso del secolo il dibattito si è spostato anche in ambito produttivo, coinvolgendo in prima persona architetti, designer e imprenditori come Bruno Munari, Enzo e Iela Mari e Dino Gavina, per citare alcune eccellenze italiane.
In quel crocevia dove l’arte incontra l’artigianato e l’industria la ricerca estetica, il design rivolge il suo sguardo anche al mondo dell’infanzia dando così inizio una prolifica epoca di progettazione e realizzazione di oggetti che hanno il bambino come centro.

Bruno Munari: Abitacolo, 1971 Bruno Munari: Libro-letto, 1993Enzo Mari: 16 animali, 1957

Ripercorrendo queste esperienze, abbiamo rintracciato plausibili percorsi di relazione fra design e infanzia, concentrandoci non tanto sugli oggetti quanto sull’aspetto progettuale e comunicativo e focalizzando la mostra su due delle possibili direzioni di senso. Da una parte una selezione bibliografica, albi illustrati, monografie, libri fotografici, cataloghi, in cui il design si svela agli occhi dei bambini e non solo, e dall’altra il progetto di una quarta elementare che ha ripensato gli elementi costitutivi della propria classe e riconsiderato l’intero spazio aula, imparando a riconoscere le diverse fasi della progettazione e l’essenzialità del pensiero che le accompagna.

Complicare è facile, semplificare è difficile. Bruno Munari

Il risultato di queste divagazioni lo potrete vedere in mostra dal 26 marzo al 6 aprile 2013, in occasione della cinquantesima Fiera del libro per ragazzi_Bologna Children’s book fair, presso Martino Design via Canonica 1/a Bologna.

Inaugurazione martedì 26 marzo 2013 ore 20.00

Sonorizzerà l’inaugurazione della mostra una selection di Hawanna DJ a base di Space Age Pop music degli anni ’60, particolarmente orientata verso le produzioni della Command records, l’etichetta discografica diretta dall’arrangiatore Enoch Light, di cui la maggiorparte delle copertine furono disegnate dall’artista Josef Albers, teorico dell’arte astratta e insegnante al Bauhaus.

Orari di apertura: lunedì/venerdì 10.00-13.00/15.30-19.30 sabato orario continuato.

A cura di Martina Galetti, Vera Martinelli, Chiara Melandri, Giulia Zucchini

In collaborazione con: Corraini Edizioni

Cosa li distingue Designer in erba La  fase di progettazione

Si ringraziano la maestra Fiorella e gli alunni della classe 4B della Scuola Bruno Ciari di Casalecchio di Reno.

Non mancate!

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Il bicchiere mezzo vuoto, mezzo pieno

Settembre. Per chi come me lavora per, insieme, fuori e dentro la scuola, il mese di settembre coincide con l’inizio dell’anno e, come ogni capodanno che si rispetti, è tempo di buoni propositi. Mi capita spesso di ritornare dalle vacanze estive con l’entusiasmo di chi si è concesso finalmente il tempo per far depositare le esperienze accumulate durante l’anno, elaborarle e infine assaporarle e la soddisfazione di fermarsi per guardare indietro e finalmente vedere la strada faticosamente percorsa in lunghi mesi di lavoro.
Se guardo avanti la prospettiva cambia. Un lungo sentiero, molte curve, giorni afosi, imprevisti, lunghe corse… Ma un buon equipaggiamento può rendere la strada meno faticosa.
Ieri pomeriggio mentre curiosavo in libreria a caccia di novità e di albi fondamentali che mi ero persa durante i mesi invernali, strumenti imprescindibili per la buona riuscita del cammino, mi sono ricordata di una piacevolissima conversazione di qualche mese fa durante la quale Chiara Carminati mi aveva accennato ad un libro in pubblicazione per Rizzoli scritto a quattro mani con Bruno Tognolini. Mi ero molto incuriosita e attendevo con impazienza il momento di poterlo finalmente avere tra le mani per poterne gustarne ogni pagina, leccandomi finanche le dita.
Eccolo qui Rime chiaro scure (il titolo mi ricorda un vecchio film degli anni 80 molto divertente e intelligente con Francesco Nuti e Giuliana De Sio: “Io, Chiara e lo Scuro”. Quella però è un’altra storia). Chiara e Bruno si alternano sulla pagina mescolandosi, confondendosi e raccontando, a colpi di versi, il chiaro e lo scuro, il bello e il brutto di ogni circostanza: mesi dell’anno, cose del mondo, coppie e contrari… alternando voci, immagini, punti di vista… e più leggevo e più speravo che il libro non finisse mai. Seduta sul terrazzo, nella penombra della sera, godendomi le ultime ore di tepore di fine agosto, leggevo e rileggevo le pagine ad alta voce, grata di quel piccolo prodigioso libro (impreziosito dalle raffinate illustrazioni di Pia Valentinis) che ancora una volta riusciva a mostrarmi le piccole e grandi cose del mondo sotto uno sguardo rinnovato e meravigliato.
Grazie a Chiara e Bruno per questa magia di parole.

Immagine di copertina Risguardi_Pia Valentinis Rime chiaro scure

Un piccolo assaggio.

Nuvole
Le nuvole sono fantasmi di uccelli
Son lente ladrone dei giorni più belli
Nascondono il sole, cancellano il blu
Arrivano piano e non partono più
Il vento le spinge, le strizza, le afferra
Son stracci del cielo da dare per terra

Inventano viaggi volando a vapore
E viaggiano gli occhi a guardarle per ore
Ventagli leggeri alle noie d’estate
Son bestie al galoppo, meringhe assonnate
Mutanti figure di panna e velluto
Le nuvole sono il mio cinema muto

Tramonto
Strappa ai poeti ritrite parole
Soffoca e schiaccia la luce del sole
Spande colore di sangue di guerra
Troppo tramonto disturba la terra

Il sole è un pazzo nel mezzo del giorno
Grida e mi acceca con occhio di forno
Quando tramonta nel mondo e nel mare
Canta, si calma, si lascia guardare

Dentro
Dentro la casa
C’è una stanza dei bambini
Dentro la stanza
C’è un tana di cuscini
Dentro la tana
Ci sono io e ci sei tu
Dentro di noi
C’è un universo e anche di più

Che strano se ci penso:
Nel piccolo, l’immenso

Montagna
La terra e il cielo sono chiacchieroni
In ere che nessuno può contare
Per infinite ruote di stagioni
Non hanno mai cessato di parlare
Si raccontano a turno, uno per volta
Il silenzio li copre col suo velo
Pianura è là dove la terra ascolta
I monti sono il suo discorso al cielo

Non vi resta che comprare il libro. Buona lettura!

Giulia

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